{"id":300,"date":"2024-06-23T12:56:55","date_gmt":"2024-06-23T10:56:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corradoportelli.it\/?p=300"},"modified":"2024-07-05T21:13:28","modified_gmt":"2024-07-05T19:13:28","slug":"lintelligenza-artificiale-e-un-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.corradoportelli.it\/index.php\/2024\/06\/23\/lintelligenza-artificiale-e-un-pericolo\/","title":{"rendered":"L&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 un pericolo?"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"300\" class=\"elementor elementor-300\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2a247d1e e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"2a247d1e\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1dbd17cd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1dbd17cd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.21.0 - 25-04-2024 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#69727d;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#69727d;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>Carissimi lettori, \u00e8 arrivato il momento di adempiere la promessa di ragionare sull\u2019intelligenza artificiale, un sistema che ci fa risparmiare tempo e fatica, che pu\u00f2 migliorare la produttivit\u00e0 nel lavoro e nello studio, ma che certo &nbsp;non \u00e8 in grado di acquisire competenze e conoscenze al posto nostro. Cos\u00ec se ChatGPT, l\u2019assistente che fa uso del linguaggio generativo per simulare conversazioni scritte e orali fra esseri umani, pu\u00f2 rispondere a qualsiasi nostra richiesta, non \u00e8 sicuramente idoneo a sviluppare la capacit\u00e0 propria del nostro cervello ad imparare.&nbsp; Di conseguenza l\u2019AI non rappresenta una panacea per tutti i problemi e il suo impiego indiscriminato pu\u00f2 diventare anche un pericolo. Ci\u00f2 vale soprattutto per le nuove generazioni che ne fanno un uso sempre pi\u00f9 sfrenato. Studiosi, scienziati, giornalisti e politici si interrogano sulle conseguenze e i cambiamenti apportati dalle intelligenze artificiali sulla societ\u00e0. Persino il Papa intervenuto ad un consesso internazionale si \u00e8 pronunciato al riguardo. Probabilmente anche voi che visitate ogni tanto queste pagine ne avete sentito parlare e magari &nbsp;desiderate saperne di pi\u00f9. L\u2019obiettivo di questo breve resoconto, quindi, \u00e8 quello di fornire a tutti la possibilit\u00e0 di discuterne con cognizione di causa. Ritengo, pertanto, utile cominciare dai fondamenti, &nbsp;cio\u00e8 dal significato del termine e da chi l\u2019ha coniato.<\/p>\n<p>Con \u201cAI (Artificial Intelligence)\u201d, secondo l\u2019espressione anglosassone pi\u00f9 adoperata a livello planetario, si intende una disciplina&nbsp; che ha come scopo quello di creare sistemi informatici, hardware e software, e macchine capaci di eseguire compiti che richiedono l\u2019intelligenza umana. La parola \u00e8 stata introdotta per la prima volta nel 1955 dall\u2019eminente informatico statunitense John McCarthy. L\u2019anno successivo Alan Turing, il matematico britannico decifratore delle macchine usate dalla marina tedesca durante la Seconda Guerra mondiale, fra le quali la famosa \u201cEnigma\u201d, pubblic\u00f2 l\u2019articolo intitolato \u201cComputing machinery and intelligence\u201d, in cui proponeva quello che sarebbe divenuto noto come \u201ctest di Turing\u201d. Secondo questo test, una macchina poteva essere considerata \u201cintelligente\u201d se il suo comportamento, osservato da un essere umano, fosse giudicato indistinguibile da quello di una persona. &nbsp;Sono trascorsi quasi settant\u2019anni da allora ed enormi progressi sono stati compiuti dalla tecnologia soprattutto nel campo dell\u2019informatica, della cibernetica, della robotica e delle neuroscienze. Ultimamente pi\u00f9 che sulle svariate applicazioni dell\u2019intelligenza artificiale ci si \u00e8 soffermati sui pericoli che la sua diffusione ad una scala sempre pi\u00f9 ampia pu\u00f2 comportare per l\u2019umanit\u00e0. D&#8217;altronde \u00e8 doveroso evidenziare che il rischio di utilizzare&nbsp; l&#8217;AI in maniera inappropriata cresce quanto pi\u00f9 le sue specifiche capacit\u00e0 sono superiori rispetto alle corrispondenti abilit\u00e0 dell\u2019uomo. A questo riguardo possiamo distinguere tre tipi di AI: 1) l\u2019Intelligenza artificiale stretta (ANI), con una gamma ristretta di abilit\u00e0 inferiori a quelle umane, 2) l\u2019Intelligenza generale artificiale (AGI), alla pari con le capacit\u00e0 umane e 3) la Super intelligenza artificiale (ASI), pi\u00f9 capace di un essere umano. \u00c8 comprensibile, dunque, come le maggiori attenzioni degli studiosi si rivolgano soprattutto verso l\u2019ASI e si discuta molto sull\u2019impatto delle macchine super intelligenti sulla vita di tutti quanti: quali potrebbero essere le reali conseguenze? Prenderebbero il sopravvento sugli esseri umani o porterebbero realmente solo benefici? Prima di esprimere la mia &nbsp;personale opinione e giungere a delle conclusioni, preferisco presentare il parere di due autorevoli personalit\u00e0: il pensiero laico di un grande scienziato ateo, da una parte, le considerazioni umanistiche del massimo esponente dei credenti, dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Stephen Hawking, scomparso, alcuni anni fa, sicuramente lo conoscete tutti. \u00c8 uno dei geni pi\u00f9 apprezzati dei nostri tempi.&nbsp; Immobilizzato fin da giovane su una carrozzina, comunicava&nbsp; grazie a una macchina intelligente, sviluppata dalla Intel e messa a punto con la Swiftkey che ha, senza dubbio, influenzato molti dei suoi studi anche sull\u2019AI. &nbsp;Durante il Web Summit di Lisbona nel novembre del 2017, l\u2019astrofisico britannico mise in guardia l\u2019umanit\u00e0 da un grosso pericolo futuro: l\u2019intelligenza artificiale. Affermava che: &lt;&lt;Il successo nel creare l&#8217;AI efficace, potrebbe essere il pi\u00f9 grande evento della storia della nostra civilt\u00e0. O il peggiore&gt;&gt;. Hawking si dimostr\u00f2 spesso allarmato di come l\u2019intelligenza artificiale possa addirittura sostituire gli esseri umani. Temeva che qualcuno fosse in grado di creare un\u2019AI che continuasse a migliorarsi fino a essere superiore alle persone, una vera e propria nuova forma di vita. Diceva infatti: &lt;&lt;Temo che l&#8217;AI possa sostituire completamente gli esseri umani&gt;&gt;.&nbsp;<\/p>\n<p>Significative anche le preoccupazioni di Papa Francesco espresse recentemente, il 14 giugno 2024, al G7 in Puglia. Il pontefice mette in evidenza gli aspetti positivi e negativi dell\u2019AI: &lt;&lt; \u2026l\u2019intelligenza artificiale potrebbe permettere una democratizzazione dell\u2019accesso al sapere, il progresso esponenziale della ricerca scientifica, la possibilit\u00e0 di delegare alle macchine i lavori usuranti; ma, al tempo stesso, essa potrebbe portare con s\u00e9 una pi\u00f9 grande ingiustizia fra nazioni avanzate e nazioni in via di sviluppo, fra ceti sociali dominanti e ceti sociali oppressi, mettendo cos\u00ec in pericolo la possibilit\u00e0 di una \u201ccultura dell\u2019incontro\u201d a vantaggio di una \u201ccultura dello scarto\u201d&gt;&gt;. E &nbsp;lancia poi un monito imprescindibile all\u2019uomo per non lasciare alle macchine la facolt\u00e0 di scegliere e decidere: conclude infatti con queste parole: &lt;&lt; Di fronte ai prodigi delle macchine, che sembrano saper scegliere in maniera indipendente, dobbiamo aver ben chiaro che all\u2019essere umano deve sempre rimanere la decisione\u2026.. Condanneremmo l\u2019umanit\u00e0 a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacit\u00e0 di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Davanti ad opinioni ed appelli cos\u00ec eminenti dovrei tacere ma preferisco fornire qualche ulteriore riflessione personale, senza dare per\u00f2 n\u00e9 un secco rifiuto, n\u00e9 un\u2019adesione incondizionata all\u2019uso delle \u201cAI\u201d. Io credo che se volessimo utilizzare le intelligenze artificiali dovremmo<span style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-style: inherit; font-weight: inherit;\">&nbsp;proporre una soluzione alla questione pi\u00f9 impellente: la necessit\u00e0 di saperle gestire e controllare. Le macchine, i robot, i sistemi informatici sempre pi\u00f9 avanzati ed efficienti, possono costituire un pericolo, ma considerando i grandi benefici che stanno offrendo all\u2019umanit\u00e0 non possiamo certo farne a meno.&nbsp; Prima di risolvere tale questione, bisogna rispondere chiaramente alla seguente domanda: quando le intelligenze artificiali diventano veramente una minaccia? Essenzialmente quando iniziano ad aver coscienza di s\u00e9, ad essere consapevoli della loro esistenza e delle possibilit\u00e0 di rendersi autonome e libere dal controllo umano. Situazioni di questo genere, per fortuna, non si sono ancora verificate,&nbsp; ma le ritroviamo nei film e nella letteratura di fantascienza. Nel capolavoro di Stanley Kubrick del 1968 \u201c2001: Odissea nello spazio\u201d, tratto dall&#8217;omonimo libro di Arthur C. Clarke, per esempio, HAL 9000 \u00e8 il supercomputer impazzito di bordo che tenta di sbarazzarsi dell\u2019intero equipaggio della nave spaziale Discovery che intende disinserirlo. Nella recente pellicola \u201cMoonfall\u201d di Roland Emmerick del 2022, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 costituita invece da specie di mosche, scie di nanotecnologie nate dal nulla, che acquisisce una coscienza e decide all\u2019improvviso tutta insieme che non sar\u00e0 pi\u00f9 una schiava al servizio dell\u2019umanit\u00e0. Si ribella e inizia ad ammazzare ogni forma di vita a partire dall\u2019uomo. Le stesse nuvole invincibili composte da minuscole creature assassine le ritroviamo nel romanzo \u201cL\u2019invincibile\u201d (1963) di Stanislaw Lem, lo scrittore reso famoso da \u201cSolaris\u201d il film tratto dal suo omonimo lavoro del 1964. Intelligenze artificiali differenti, talora sovvertitrici dell\u2019ordine, le ritroviamo pure nel ciclo dei Robot (1950 \u2013 1976) di Isaac Asimov, scienziato, scrittore e divulgatore scientifico. Gli androidi di Asimov sono robot positronici, umanoidi in grado di apprendere e di compiere scelte e azioni in modo autonomo e che uguagliano e superano in intelligenza gli umani. Lo stesso autore conia pure l\u2019espressione \u201ccomplesso di Frankenstein\u201d per definire la paura dell\u2019uomo che una macchina possa ribellarsi contro il proprio creatore e stabilisce anche \u201cle tre leggi della robotica\u201d per contrastare questo timore e costringere gli automi a garantire l\u2019incolumit\u00e0 dell\u2019essere umano. In sostanza: &lt;&lt; un robot non pu\u00f2 ferire un essere umano o, per inerzia, consentire a un essere umano di subire danni, deve ubbidire agli ordini impartitigli da un essere umano, a meno che tali ordini non siano in conflitto con la Prima Legge e, infine, deve proteggere la propria esistenza, a meno che ci\u00f2 non sia in conflitto con la Prima o la Seconda Legge&gt;&gt;. Si tratta in pratica di regole di buon senso per programmare e educare i robot al rispetto dell\u2019essere umano e nel contempo assicurare a loro stessi l\u2019autoconservazione. &nbsp;Perch\u00e9 non estendere dunque questi provvedimenti a tutti gli altri tipi d\u2019intelligenza artificiale? Basterebbe adattarli alle diverse tipologie impostando dei software specifici. Sarebbe cos\u00ec risolto in maniera esauriente &nbsp;il problema della gestione e del controllo sulle AI e quando una nuova generazione di intelligenza artificiale sempre pi\u00f9 progredita prender\u00e0 coscienza di s\u00e9 saremo pronti a governarla senza inconvenienti. In conclusione, in un mondo sempre pi\u00f9 complesso, aperto ai cambiamenti, proiettato verso il futuro e alle sfide provenienti dall\u2019esterno della Terra, le intelligenze artificiali costituiranno un sostegno e una difesa irrinunciabile. Come potremmo proteggerci da eventuali pericoli scaturiti dallo spazio: asteroidi, comete e pianeti fuori controllo senza il loro indispensabile aiuto? Stephen Hawking e altri eminenti studiosi, inoltre, sono concordi nell\u2019affermare che all\u2019umanit\u00e0 restano solo mille anni di vita sul nostro pianeta a causa di problemi come il riscaldamento globale, la sovrappopolazione, e lo sviluppo di potenziali pericoli di cui non siamo ancora a conoscenza come appunto gli asteroidi vaganti; l\u2019unica speranza di sopravvivenza sembra risiedere altrove nell\u2019universo. L\u2019ausilio delle intelligenze artificiali sar\u00e0 quindi indispensabile per trovare e raggiungere in breve tempo altri pianeti abitabili dove trasferire l\u2019intera popolazione della Terra. Tuttavia, non intendo allarmarvi troppo: si tratta di una eventualit\u00e0 che solo alcuni cosmologi hanno paventato; ci\u00f2 potr\u00e0 accadere in un &nbsp;lontano e imprecisato futuro, l\u2019importante comunque \u00e8 arrivarci preparati.<\/span><\/p>\n<p>Spero che la lettura di queste righe sia risultata gradita, vi abbia soddisfatto e sollecitato a riflettere. Siete d\u2019accordo o in disaccordo con le tesi qui espresse o volete aggiungere qualcosa? &nbsp;Potete farlo mettendo un commento alla fine dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>Ringrazio tutti per l\u2019attenzione!<\/p>\n<p><\/p>\n<p>P.S. Non ho ancora deciso l\u2019argomento del prossimo pezzo, ma vi prometto che sar\u00e0 per tutti una sorpresa.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi lettori, \u00e8 arrivato il momento di adempiere la promessa di ragionare sull\u2019intelligenza artificiale, un sistema che ci fa risparmiare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-300","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;intelligenza artificiale \u00e8 un pericolo? 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